minirugby.it-percussione(fonte www.minirugby.it)

Abbiamo detto dello sport per i bambini, introdotto il rugby, ora veniamo al dunque, parliamo del mini rugby.

Cos’è il mini rugby
Il mini rugby è lo sport del rugby declinato per i bambini e serve ad introdurre loro la disciplina ed i valori del rugby.
Sotto questo profilo è detto anche “rugby propaganda”. Lo troverete indicato anche (e significativamente) come “rugby educativo”: lo è per i bambini ma può esserlo anche per noi adulti.
Il mini rugby uno sport davvero divertente per loro… e coinvolgente per i genitori.

A chi è rivolto il mini rugby
Il mini rugby è rivolto ai bambini dai 5 ai 12 anni che hanno molta voglia di divertirsi; lo apprendono e praticano suddivisi nelle categorie Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12.
Per giocare a mini rugby non sono richieste doti fisiche particolari, si tratta di un gioco che riesce a coinvolgere i bambini con qualsiasi struttura fisica: il bambino robusto, quello alto, quello piccolo e scattante; tutti i bambini sani possono praticare questo sport, perché nel gioco i ruoli valorizzano tutte le caratteristiche fisiche.
Inoltre, non essendo prevista attività specificamente mirata all’agonismo fino ai 12 anni, il coinvolgimento, la partecipazione, l’apprendimento contano più di performance e risultato. Così deve essere e tocca agli educatori garantire e ai genitori riscontrare questo approccio nel club di appartenenza.

I benefici del mini rugby
Il mini rugby è lo sport di squadra per eccellenza.
Sotto l’aspetto caratteriale, facilita la capacità di socializzare ed insegna il rispetto degli altri, avversari, compagni, arbitri, educatori. La lealtà è parte essenziale del gioco.
Ai bambini più timidi e timorosi insegna ad avere più confidenza con se stessi e verso gli altri, ai più aggressivi insegna a contenere e a canalizzare nel gioco regolamentato la propria esuberanza. Il rugby contribuisce a dare consapevolezza di sé e sicurezza.
Il mini rugby – inoltre – è un gioco che favorisce l’integrazione: le bambine fino ai 12 anni giocano con i maschi; e vi capiterà anche di vedere vostro figlio giocare con bambini diversamente abili.

Dal punto di vista motorio, essendo uno sport alternato (fasi di gioco e pause di recupero), offre una ampia varietà di movimenti che non solo contribuisce a sviluppare molteplici capacità motorie (tutte le parti del corpo sono coinvolte) ma accresce l’interesse del bambino al gioco.
Però, “il mini rugby è pericoloso, violento, ci si fa male”. Il rugby è uno sport di contatto col terreno e con avversari e compagni: si cade a terra, si placca, si spinge nella mischia. Ma, a parte che il mini rugby ha regole che eliminano parte dei contatti del rugby (non esiste la mischia, il frontino è vietato…), gli educatori insegnano i movimenti per eseguire questi gesti… e insegnano a vostro figlio anche a fare le capriole, che molti di loro a 12 anni non sanno ancora fare per l’insufficienza motoria determinata dalla mancanza di gioco libero, e di insegnamento a scuola. E gli insegnano anche a rialzarsi da terra e ripartire, senza sceneggiate.
Il rischio di incorrere in contusioni, fratture etc non è più alto di quello che corrono i bambini che giocano a calcio.

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