Storia della Società

Fino al 2006 a Macerata non si parlava di rugby. Questo sport magnifico era interesse di qualche appassionato isolato che attendeva il periodo del Torneo 6 Nazioni per potersi vedere qualche partita in tv e niente più. Ma quando gli appassionati si incontrano, a volte, possono costruire grandi cose, ed è quello che è successo agli ARM.

Un gruppo di amatori del rugby si è incontrato ed ha cominciato a lavorare per creare una nuova realtà  sportiva nella città  maceratese. Nasceva così la società  sportiva Amatori Rugby Macerata. Nel febbraio 2006 sono cominciati gli allenamenti: inizialmente con un numero esiguo di persone. Ben presto perù il gruppo iniziale è andato espandendosi oltre ogni più rosea previsione. Attualmente l’Amatori Macerata può contare circa 100 atleti bene assortiti.

Il debutto nel campionato nazionale di serie C girone Marche ha indubbiamente portato stimoli a far bene per confrontarsi con altre realtà  rugbistiche: alcune nascenti come la nostra, altre già  affermate. La cosa stupefacente è stata la veloce crescita della squadra e l’evidente miglioramento del gioco.

Un’ altro particolare degno di nota è stato l’inattesa partecipazione del pubblico. Forse la curiosità , o la simpatia che generalmente il rugby suscita nelle persone, ha creato un’ attenzione particolare attorno al campo di gioco. Durante le partite casalinghe infatti sono ormai parecchie le persone che intervengono portando il loro affetto a chi, sul terreno di gioco, lotta e suda per conquistare metri.

Lo scopo della nostra società è quello di far conoscere il rugby: creare un punto di ritrovo per tutti coloro che seguono questo sport, che lo vogliano giocare, o anche solo seguire dalla tribuna.

L’obiettivo finale resta sempre quello di divertirsi. Il rugby non finisce dopo 80 minuti di battaglia sul campo di gioco, il rugby è prima di tutto una festa alla quale partecipano le squadre rivali ed il pubblico. E’ una festa che prende vita prima della partita con l’attesa, durante con il gioco, ed al termine con il rito del terzo tempo. Questo è una tradizione prettamente rugbistica: la squadra di casa, finita la partita, invita a cena la squadra ospite, cena dove tutte le ostilità  sportive vengono meno affinchè le due formazioni possano socializzare, poichè, citando Thomas Arnold, uno dei maggiori divulgatori di questo sport nel XIX secolo, “nel rugby si gioca con un avversario, non contro un’avversairo”.

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